L’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, è convinto che la cosa pubblica si amministra comparendo ogni giorno sui giornali. Ma la stampa, si sa, ha le sue leggi: per mettere la tua faccia gli devi dare la notizia. E qual è la notizia che oggi l’assessore Armao ‘spara’ sui giornali? Uno ‘scoop’: la Regione, che non ha nemmeno gli occhi per piangere, sperimenterà il bilancio ‘europeo’.
In effetti, con i ‘successi’ dell’Europa di questi giorni bisogna a tutti i costi imitarla, anzi, emularla. Dunque, andiamo con il bilancio europeo che l’Ars, bene che vada, approverà tra marzo e aprile del prossimo anno. E comunque è un bene parlarne con tre-quattro mesi di anticipo: si fa prevenzione e si va sui giornali.
Ma sì, ragazzi, andiamo pure con il bilancio europeo. Anzi, per dirla tutta, la Regione, con i ‘buchi’ che può vantare, può lanciare uno slogan: bilancio europeo e debiti argentini…
9 dicembre 2011 alle 13:41
La lotta contro chi si è impadronito dei servizi pubblici essenziali, quali acqua e rifiuti, continua nelle aule di tribunale.
Non è servito a niente, in Provincia di Agrigento,l’esito plebiscitario sulla pubblicizzazione dell’acqua, di alcuni mesi fa.
Ancora a gestire il ciclo integrato dell’acqua in provincia di Agrigento è una s.p.a., nelle mani di una compagine societaria privata e non degli enti pubblici.
Inoltre, su tale società, gravano debiti per circa trenta milioni di euro!
Si tratta dei crediti che avanzano sia Siciliacque che i Comuni e quindi i Cittadini di Canicattì, Licata, Palma di Montechiaro, Ravanusa, Campobello di Licata, Racalmuto e Grotte, e cioè i comuni che fanno parte del Consorzio Acquedottistico Pubblico Tre Sorgenti.
Tali debiti derivano dal fatto, riconosciuto da più di un Giudice Civile che, Girgenti Acque, sprovvista di concessione regionale, per come previsto dalle vigenti leggi in materia, per attingere e distribuire l’acqua potabile, per forza di cose, si doveva rivolgere agli Enti Pubblici che, dal canto loro, sono da sempre in possesso di regolare concessione e cioè: Sicilacque ed il consorzio Tre Sorgenti di Canicattì.
Nel caso dei comuni del consorzio Tre Sorgenti di Canicattì, si è addirittura verificata una paradossale vicenda, dal sapore pirandelliano!
Girgenti Acque, in buona sostanza, sinora ha rivenduto a caro prezzo, ai cittadini di quei comuni, la stessa acqua sottratta a loro, visto che sono i cittadini di quei comuni ad essere i titolari e quindi i padroni di quell’acqua, con tanto di regolare concessione!
Ovviamente agli stessi cittadini, defraudati, detta società non ha pagato un centesimo!
Tant’è che alcuni giudici, in sede civile, hanno già da tempo, riconosciuto crediti, per Otto Milioni di Euro, con l’emissione di regolari decreti ingiuntivi, a favore del Consorzio Pubblico Tre Sorgenti e quindi dei Comuni che ne fanno parte e, di conseguenza, dei Cittadini che risiedono in quei Comuni!
In questa sede non vogliamo occuparci, inoltre, della composizione della compagine societaria che, per come si evince dal numero di sabato 5 dicembre 2011, del giornale agrigentino Grandangolo, diretto dal giornalista Franco Castaldo, sempre Girgenti Acque.
Sempre detta società, oltre ad avere al suo interno una società sarda, sfornita di certificazione antimafia, ha inoltre tra i consiglieri di amministrazione un componente, il quale, non si sa se già da tempo, ma oggi sicuramente è così, non può ricoprire tale carica.
A maggior ragione adesso che è interdetto a causa di una condanna penale definitiva, per reati contro la Pubblica Amministrazione.
Su come è stato stipulato e firmato il contratto trentennale tra Girgenti Acque e l’ATO idrico di Agrigento, sicuramente avremo modo, in seguito, se chiamati dalla Procura della Repubblica, di spiegare le modalità che alla fine del 2007, indussero i vertici dell’ATO idrico a legare le sorti dei 43 comuni della provincia a questa società.
Su questa ed altre vicende, io all’inizio di quest’anno ho presentato un precisa denuncia alla Procura della Repubblica di Agrigento che necessita di opportune e doverose precisazioni.
Spero che si possano chiarire, sino in fondo, queste vicende che hanno provocato già ingenti danni economici ed infrastrutturali ad un’intera provincia.
Non si può proseguire con una scorretta, per non dire altro, gestione privata, in provincia di Agrigento, anche alla luce del recente referendum che ha sancito, lo ribadisco, con un plebiscitario suffragio che l’acqua è un bene pubblico e che deve essere gestita dagli enti pubblici!
Nei 43 comuni della provincia di Agrigento, invece, la gestione dei servizi idrici è stata affidata, per trent’anni, ad una società che, come si evince da più parti, non ha le necessarie capacità economiche per garantire la continuità di questo essenziale servizio pubblico.
Girgenti Acque non è in grado cioè, considerate le sue continue inadempienze, di proseguire nella gestione del servizio idrico in provincia di Agrigento!
In tre anni ha già accumulato, giusto pronunciamento dei Giudici Civili, trenta milioni di debiti; non è in possesso di una serie di essenziali requisiti, quali ad esempio, una regolare concessione regionale, per l’utilizzo delle sorgenti e di tutte le altri fonti di approvvigionamento idrico!
Per fortuna, ancora oggi, l’acqua è, e rimane, un bene demaniale che ricade sotto la esclusiva potestà dello Stato ed in Sicilia, in virtù dell’autonomia statutaria di cui godiamo, della Regione.
Per non parlare delle cose che ho già denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento, oltre alle notizie riportate dal giornale Grandangolo, riguardo a questioni di consiglieri di amministrazione di detta società, interdetti o della presenza , sempre dentro Girgenti Acque, di una società sarda, sprovvista di certificazione antimafia!
Salvatore Petrotto
Ex sindaco di Racalmuto