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	<title>LinkSicilia &#187; tabella H</title>
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		<title>Mentre Padre Puglisi è beatificato, la sua associazione viene penalizzata</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 11:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Bonafede</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sicilia, terra di contraddizioni: saranno probabilmente più di 100 mila i fedeli e anche i laici e non credenti a presenziare alla beatificazione di Don Pino Puglisi il prossimo 25 Maggio a Palermo. E proprio in questi giorni il centro  Padre Nostro di Brancaccio da lui fondato rischia di dover chiudere due o tre sedi operative [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Sicilia, terra di contraddizioni: saranno probabilmente più di 100 mila i fedeli e anche i laici e non credenti a <b>presenziare alla beatificazione di Don Pino Puglisi il prossimo 25 Maggio a Palermo. E proprio in questi giorni il centro  Padre Nostro di Brancaccio da lui fondato rischia di dover chiudere due o tre sedi operative in città, tra cui quelle dei difficili quartieri periferici di Falsomiele e lo ZEN</b>, </b>che nulla hanno da “invidiare” a Brancaccio in quanto a disagio sociale, problemi urbanistici ed economici e pesanti problemi di microcriminalità e criminalità organizzata.</p>
<div id="attachment_56517" class="wp-caption alignright" style="width: 252px"><a href="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/05/puglisi-primo_piano_da_centro_Padre_Nostro.jpg" rel="fancybox-gallery"><img class="size-full wp-image-56517" alt="Padre Puglisi, foto tratta dal sito del Centro Padre Nostro" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/05/puglisi-primo_piano_da_centro_Padre_Nostro.jpg" width="242" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Padre Puglisi, foto tratta dal sito del Centro Padre Nostro</p></div>
<p><b>Tutto questo a causa dell’impugnativa della famosa (o famigerata)  “Tabella H”, da parte del Commissario dello Stato. Ma che appare un’impugnativa attesa, a causa di particolari modalità con le quali è stata votata all’Ars.</b> Tra gli enti finanziati dalla Regione siciliana attraverso la “Tabella H” c<strong>’è, infatti, anche il centro Padre Nostro che continua a svolgere le sue attività</strong> in volumi sempre crescenti, operando nelle zone più difficili di Palermo secondo gli insegnamenti di Padre  Puglisi. Ma ci sono anche altri beneficiari che forse non sono così meritevoli, per lo meno a nostro giudizio e a giudizio di tanti operatori del settore, come abbiamo spiegato in precedenti articoli.</p>
<div id="attachment_56519" class="wp-caption alignleft" style="width: 243px"><a href="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/05/Maurizio_Artale_incontro-ragusa-2013_3_da_CPN1.jpg" rel="fancybox-gallery"><img class="size-full wp-image-56519" alt="Maurizio Artale in un recente incontro a Ragusa. Foto tratta dal sito del Centro Padre Nostro (www.centropadrenostro.it)" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/05/Maurizio_Artale_incontro-ragusa-2013_3_da_CPN1.jpg" width="233" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Maurizio Artale in un recente incontro a Ragusa. Foto tratta dal sito del Centro Padre Nostro (www.centropadrenostro.it)</p></div>
<p>Abbiamo dunque raggiunto <b>il presidente del Centro Padre Nostro</b>, <b>Maurizio Artale</b>, che commenta così la vicenda:  “Per noi, in questo momento, <b>è fondamentale sapere se ci danno un contributo o meno. Noi operiamo comunque con il volontariato e con le nostre risorse, ma se io so che non posso contare su un contributo, devo necessariamente ridurre per lo meno le sedi di attività.</b> E quindi, ad esempio, chiudere i centri operativo di Falsomiele e dello ZEN, perché non ne possiamo sostenere più i costi vivi”.</p>
<p>“<b>Il problema della tabella H - </b>continua Artale - <b>è che nella stessa tabella c’è di tutto.</b> Non ci sono differenziazioni di tipologie di beneficiari: <b>enti e associazioni che svolgono attività culturali o sportive sono immischiate in questo unico documento di finanziamento insieme ad attività sociali e sanitarie d’ispirazione religiose come la nostra. </b>E poi piccole realtà sono messe insieme in un unico fondo con realtà gigantesche.&#8221;</p>
<p>Intanto, proprio oggi, su questo tema,  è intervenuto anche <b>l’on. Michele Cimino di “Voce siciliana”</b> con un comunicato. “<b>Non bisogna buttare l’acqua sporca con tutto il bambino &#8211; scrive il parlamentare dell&#8217;Ars &#8211; questo è accaduto con l’azione del Commissario dello Stato. Salviamo il Centro Padre Nostro di Brancaccio a Palermo”.</b></p>
<div id="attachment_56551" class="wp-caption alignright" style="width: 158px"><a href="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/05/Michele-Cimino-Bianco-e-Nero_3p2.jpg" rel="fancybox-gallery"><img class="size-full wp-image-56551" alt="Michele Cimino" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/05/Michele-Cimino-Bianco-e-Nero_3p2.jpg" width="148" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Michele Cimino</p></div>
<p>“In tempi non sospetti &#8211; continua Cimino - <b>ho ribadito rispetto ai tanti mistificatori, il danno che sarebbe stato creato alla cultura ed ai servizi socio-assistenziali siciliani, abolendo la cosiddetta tabella H</b>, che altro non è, se non un elenco di fondazioni, enti e associazioni, istituite con leggi della Regione siciliana, operanti da oltre venti anni<b>. Il Commissario dello Stato deve fare un controllo di legittimità e non di merito. Citare una Sentenza della Corte Costituzionale del 2009, che ha di fatto eliminato i finanziamenti nel 2009, 2010, 2011 e 2012 mi pare veramente anacronistico&#8221;</b>.</p>
<p>&#8220;Il Parlamento regionale &#8211; aggiunge Cimino &#8211; deve manifestare uno <b>scatto di orgoglio. Il Centro Padre Nostro di Brancaccio a Palermo ha una legge istitutiva dal 1995. La politica non può &#8216;festeggiare&#8217; la beatificazione di Padre Puglisi determinando la chiusura del centro, proprio da lui fortemente voluto&#8221;.</b></p>
<div id="attachment_56522" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/05/puglisi-1.jpg" rel="fancybox-gallery"><img class="size-full wp-image-56522" alt="Padre Puglisi, foto tratta dal sito del Centro Padre Nostro" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/05/puglisi-1.jpg" width="250" height="241" /></a><p class="wp-caption-text">Padre Puglisi, foto tratta dal sito del Centro Padre Nostro</p></div>
<p><b>Maurizio Artale ci spiega anche altre cose</b>: “ Noi siamo stati catapultati nella tabella H. Era un caso particolare. Nel  ‘93 ,quando fu ucciso Padre Puglisi alla Regione stabilirono di darci un contributo statutario. <b>Ciò vuol dire che non avevamo nemmeno l’obbligo della rendicontazione e  giustificazione delle spese. Ma noi abbiamo comunque rendicontato e giustificato tutto fin dal primo giorno, compresa una relazione sulle attività. Ora, il Governo regionale non ha mandato le relazioni al Commissario dello Stato. Perché? Ho l’impressione che il Centro Padre Nostro come tante altre meritevoli associazioni siano state utilizzate come &#8216;paravento&#8217; per altre cose </b>inserite nella tabella H. Altre cose<b> che hanno il solo “merito” d’avere degli sponsor politici</b>”.</p>
<p>“A mio parere &#8211; continua Artale - <b>nei 25 milioni della tabella H va messa da parte una somma da utilizzare per realizzare i controlli sulle attività, il monitoraggio su <b>quello che si spende e su come si spendono i soldi. Lo vogliono fare?</b> </b>Non si sa. E poi è fondamentale dividere gli ambiti di finanziamento per tipologie. Ecco perché Il centro Padre Nostro ha convocato tutti quelli che si occupano di sociosanitario assistenziale e concordare un’azione comune<b>”.</b></p>
<div id="attachment_56541" class="wp-caption alignright" style="width: 270px"><a href="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/05/Zen2_da_palermomania_it.png" rel="fancybox-gallery"><img class="size-full wp-image-56541" alt="Un'immagine del quartiere ZEN2 a Palermo, uno dei luoghi dove il Centro Padre Nostro potrebbe chiudere. Foto tratta da www.palermomania.it" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/05/Zen2_da_palermomania_it.png" width="260" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">Un&#8217;immagine del quartiere ZEN2 a Palermo, uno dei luoghi dove il Centro Padre Nostro potrebbe chiudere. Foto tratta da www.palermomania.it</p></div>
<p>Il Centro Padre Nostro ha otto sedi a Palermo<b>. La chiusura di tre sedi significa una sostanziale riduzione del raggio d’azione nell’opera e nell’insegnamento di Don Puglisi. Proprio nei giorni in cui è beatificato</b>.</p>
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		<title>Regione siciliana: a due passi dal fallimento</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 06:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Ambrosetti</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come abbiamo ampiamente previsto, la manovra approvata dall’Ars (peraltro in buona parte impugnata dal Commissario dello Stato) fa acqua da tutte le parti. Già dopo qualche giorno alcune categorie ‘scoprono’ che la coperta è corta e che loro sono fuori dalla ‘coperta’.</strong></p>
<p>Succede con le Province che, lo ricordiamo, non sono state abolite, ma solo private, a patire dal gennaio del prossimo anno, degli organi di rappresentanza politico-elettiva: il presidente e gli assessori (questi ultimi in realtà, lo nomina il presidente della Provincia) e i consiglieri provinciali. <strong>Qualcuno ha fatto notare ai tanti dipendenti delle nove <img class="alignleft size-full wp-image-46179" alt="Crocetta Megafono" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/02/Crocetta-Megafono.jpg" width="225" height="225" />Province dell’Isola che, per pagare gli stipendi, manca almeno in 50 per cento dei trasferimenti.</strong></p>
<p>Non va meglio ai Comuni. Ieri si sono ‘svegliati’i rappresentanti dell’Anci Sicilia. Dopo essere rimasti zitti per tutta la sessione di Bilancio, la presidenza dell’Anci siciliana &#8211; che è una strana presidenza, visto che il presidente, Giacomo Scala, non è Sindaco, ma solo ex Sindaco di Alcamo &#8211; ha finalmente scoperto che quest’anno i Comuni siciliani rischiano di non potere pagare gli stipendi ai dipendenti.</p>
<p>Poi ci sono tutte le Associazioni, Fondazioni e, in generale, tutte le Istituzioni culturali che sono rimaste senza sostegno finanziario. Tra questi ci sono importantissimi musei e alcuni Teatri. Tutto bloccato con l’impugnativa della Tabella H.</p>
<p>Lo stesso discorso per le Associazioni e, in generale, per le Istituzioni che operano nel sociale. Sono, per capirci, le Associazioni che si occupano degli ultimi: cioè di quelli che non hanno nemmeno i soldi per mangiare. Soggetti che la nostra politica siciliana tiene nella Tabella H.</p>
<p><strong>Ricordiamo che, anche l’anno passato, la Tabella H è stata impugnata dal Commissario dello Stato. Più della metà dei soggetti si sono salvati. Ma la Regione, nella stragrande maggioranza dei casi, non ha mai erogato il contributo 2012.</strong></p>
<p>Il risultato è che, l’anno scorso, queste Istituzioni culturali e sociali hanno operato con grandi sacrifici con i risparmi <img class="alignright size-full wp-image-38180" alt="bianchi" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2012/11/bianchi.jpg" width="160" height="160" />degli anni passati. Adesso i risparmi sono finiti. E molte di queste Istituzioni, se non interverrà la Regione, chiuderanno i battenti (alcune hanno già chiuso).</p>
<p>Non vanno dimenticati, poi, i ‘risparmi’ che l’attuale Governo regionale sta promuovendo con il taglio di 28 Punti nascita. Eh già, perché adesso in Sicilia &#8211; nella Sicilia del presidente Rosario Crocetta e dell&#8217;assessore all&#8217;Economia Bianchi, il &#8216;meridionalista&#8217; mandatoci da Roma &#8211; si risparmia sulle donne in gravidanza.</p>
<p><strong>Molte di queste non possono dare al mondo i propri figli nei luoghi dove vivono, ma vengono sbattute di qua e di là, naturalmente a proprie spese. Cosa che sta succedendo alle donne in gravidanza di Pantelleria.</strong></p>
<p>Perché succede tutto questo? Durante l’approvazione di Bilancio e Finanziaria l’abbiamo scritto più volte: perché il Governo nazionale ha deciso di tenersi 800 milioni di euro dal bilancio della Regione. Attenzione: non si tratta di soldi di ‘competenza’, ma di 800 milioni di euro tolti dal bilancio dei ‘cassa’ della Regione. Questo ha fatto saltare tutti i conti.</p>
<p><strong>A questo prelievo forzoso, che il Governo nazionale ha imposto impartendo l’ordine, all’Agenzia delle Entrate, di trattenersi dalle tasse pagate dai siciliani 800 milioni di euro, il Governo di Rosario Crocetta non si è opposto.</strong></p>
<p>Abbiamo assistito, anzi, a una sceneggiata. L’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi, prima ha detto che, in cambio, lo Stato ci ‘concedeva’ l’applicazione dell’articolo 37 dello Statuto. Bianchi, una sorta di agente del Governo nazionale inviato in Sicilia da Roma, un personaggio che l’ ‘ascaro’ presidente Crocetta si tiene in Giunta, pensava che i siciliani si sarebbero accontentati delle sue &#8216;tesi&#8217;.</p>
<p>Fatti quattro conti &#8211; grazie anche al <strong>professore Massimo Costa</strong> &#8211; abbiamo appurato che l’applicazione dell’articolo 37 dello Statuto siciliano (far pagare alle imprese con stabilimenti in Sicilia, ma sede sociale nel Nord Italia, le imposte nella nostra Regione, visto che fino ad oggi hanno inquinato la Sicilia, ma pagato le imposte nel Nord Italia, soprattutto nella ricca Lombardia), dovrebbe far arrivare nelle ‘casse’ della Regione almeno 4 miliardi di euro.</p>
<p>Quando abbiamo ‘sgamato’ le bugia di Crocetta e Bianchi sull’articolo 37, il presidente della Regione e l’assessore all’Economia non hanno più parlato dell’applicazione di questa parte dello Statuto. Silenzio assoluto. <strong>La prova che, quando sbandieravano l’applicazione dell’articolo 37 in affollate conferenze stampa, raccontavano solo favole.</strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-25528" alt="municipio" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2012/07/municipio.jpg" width="238" height="160" />I Comuni e le Province senza soldi, le Istituzioni culturali abbandonate, le Associazioni che operano nel sociale lasciate senza risorse, le donne in gravidanza di Pantelleria e di altri 27 centri della Sicilia già disagiati lasciate senza Punti nascita sono solo i primi sintomi di una questione sociale che, in Sicilia, sta per esplodere.</strong></p>
<p>Il Governo di Rosario Crocetta e dell’assessore Bianchi avrebbe dovuto contestare subito il taglio di 800 milioni di euro dalle ‘casse’ della Regione siciliana. Anche perché questi soldi non verranno utilizzati per ‘risanare’ il nostro Paese, ma per foraggiare le banche e la finanza speculativa.</p>
<p><strong>Il presidente Crocetta si è piegato agli interessi romani.</strong> Non possiamo dire altrettanto dell’assessore Bianchi, visto che è stato mandato da Roma per massacrare le finanze della nostra Isola.</p>
<p><strong>Ma abbiamo il dovere di avvertire i siciliani che i primi responsabili di tutto quello che sta succedendo &#8211; e soprattutto di quello che succederà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi in Sicilia &#8211; sono questi due signori</strong>.</p>
<p>Ed è perfettamente inutile, presidente Crocetta e assessore Bianchi, continuare a ‘spremere’ &#8211; come state facendo in questo momento &#8211; le famiglie e le imprese siciliane, tagliando servizi (per esempio i 28 Punti nascita) e chiedendo indietro i soldi. <strong>Per un motivo semplice: perché dopo sei mesi circa di Governo avete sì tutelato i vostri affari e i vostri sodali, ma avete messo in ginocchio la Sicilia.</strong></p>
<p>Vedremo che succederà nelle prossime settimane, quando altre e ben più corpose categorie sociali scopriranno che i soldi non ci sono perché il Governo regionale se li è fatti scippare da Roma. <strong>L’importante è capire e sapere, sin da ora, chi sono i responsabili &#8211; a Roma e in Sicilia &#8211; di questo disastro economico e sociale.</strong></p>
<p>Domani è l’anniversario dell’Autonomia siciliana. Il presidente Crocetta e l’assessore Bianchi, con la pessima manovra 2013, hanno trasformato questa ricorrenza nella “Festa degli ascari”: <strong>la festa di questo inutile e dannoso Governo regionale. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cultura e Tabella H: chi ha paura dei veri controlli?</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 16:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Apprendiamo dai quotidiani della riunione di un tavolo tecnico, svoltasi ieri presso Palazzo D’Orleans, sede della presidenza della Regione siciliana, rivolta a studiare un piano per salvare gli enti culturali meritevoli frammischiati alla opaca moltitudine dei beneficiari dei contributi dell’ex Tabella H. La Fondazione Whitaker, la Fondazione Piccolo, la Fondazione Mandralisca, il Museo Internazionale delle [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Apprendiamo dai quotidiani della riunione di un tavolo tecnico, svoltasi ieri presso Palazzo D’Orleans, sede della presidenza della Regione siciliana, rivolta a studiare un piano per salvare gli enti culturali meritevoli frammischiati alla opaca moltitudine dei beneficiari dei contributi dell’ex Tabella H.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-53178" alt="115631423_Crocetta_350467c" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/04/115631423_Crocetta_350467c.jpg" width="500" height="280" />La Fondazione Whitaker, la Fondazione Piccolo, la Fondazione Mandralisca, il Museo Internazionale delle Marionette, l’Istituto Gramsci, la Società Siciliana di Storia Patria e tutte le altre realtà detentrici di preziosi patrimoni offerti alla pubblica fruizione grazie al sostegno della Regione siciliana rischiano, infatti, la definitiva chiusura (in taluni casi già determinata dalla, a tutt’oggi, mancata erogazione del contributo 2012).</p>
<p>Una disfatta per la cultura siciliana. Un enorme danno di immagine per la nostra Isola con rilevanti ricadute di carattere socio-economico. <strong>Pensiamo agli studiosi, alle scolaresche, agli amatori, ai turisti che non potranno più accedere alla preziosa biblioteca della Storia Patria, agli scavi e al museo di Mothia, al ‘Ritratto d’uomo’ di Antonello e ai crateri attici del Mandralisca, ecc. ecc.; pensiamo al tracollo delle tante micro-economie che ruotano intorno a queste realtà.</strong></p>
<p>Pensiamo e ci chiediamo come sia possibile che gli assessori competenti, <strong>Michela Stancheris</strong> (Turismo) e <strong>Mariarita Sgarlata</strong> (Beni culturali), non abbiano ritenuto di esprimersi con forza e chiarezza sulla questione, delegando il Presidente a segnalare il problema e a ipotizzare soluzioni. <strong>Forse non si ritengono all’altezza di esprimere opinioni su tali argomenti? </strong></p>
<p>Il Presidente dichiara di voler procedere: all’abrogazione delle singole leggi che stanziano finanziamenti annuali a favore<img class="alignright size-full wp-image-55740" alt="acca" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/05/acca.jpg" width="225" height="225" /> dei suddetti enti; all’emanazione di un bando aperto a tutti; al controllo dei conti dei beneficiari, ecc. ecc. Si tratta degli ennesimi proclami, motivati certo dalle migliori intenzioni, ma totalmente ignari della realtà delle cose e dei numerosi correlati problemi pratici e giuridici.</p>
<p><strong>Dovrebbero gli assessori e i dirigenti, considerata la loro scelta di tacere per cortesia o per reverenziale timore, preoccuparsi di informare e consigliare adeguatamente il Presidente della Regione, che forse non conosce come stanno le cose.</strong></p>
<p>Dovrebbero prefigurargli le difficoltà insite nell’abrogazione delle singole leggi, talora istitutive, di queste Fondazioni; dovrebbero segnalargli che egli è componente di alcuni dei consigli di amministrazione di queste Fondazioni e che la Regione ha contribuito con il proprio patrimonio alla loro istituzione; dovrebbero illustrargli le conseguenze derivanti dai tempi lunghi che si prospettano in relazione al percorso da lui ipotizzato; dovrebbero spiegargli che, all’emanazione di un bando così delicato, potrebbe seguire una miriade di ricorsi amministrativi; <strong>dovrebbero fargli capire che è l’Assemblea regionale siciliana che può abrogare e le leggi e non il Governo. O, orse, il presidente dlela Regione pensa di sostituirsi al Parlamento dell&#8217;Isola?</strong></p>
<p>Qualcuno, insomma, dovrebbe spiegare queste e tante altre cose al presidente della Regione che, sulla materia, sembra più confuso che persuaso.  Non ultimo, dovrebbero rappresentargli il fatto che non è poi così difficile farsi un quadro preciso di come vengano utilizzati i contributi regionali da parte delle Fondazioni e degli Istituti culturali.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-31295" alt="palazzo reale bis" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2012/09/palazzo-reale-bis1.jpg" width="301" height="167" />I bilanci consuntivi (con annessa puntuale documentazione e traccia dei pagamenti bancari) e gli stati patrimoniali, oltre che dettagliate relazioni sulle attività svolte, sono depositati ogni anno presso gli Uffici competenti della Regione. Da essi si può chiaramente evincere come siano stati spesi i denari pubblici: valutare la congruenza delle spese con le attività svolte; appurare l’esistenza di emolumenti ai componenti dei consigli di amministrazione e l’eventuale improprietà (nel merito e/o nell’entità) di consulenze e di incarichi, di spese per attività, ecc.; verificare la presenza di costi incongruenti per forniture e servizi, etc. etc..</p>
<p><strong>Il Presidente, gli assessori, i dirigenti generali e tutti gli organi di vigilanza della Regione avrebbero potuto e possono facilmente individuare opacità gestionali e spese improprie; così come avrebbero potuto e possono sospendere le erogazioni e/o denunziare i fatti alle autorità competenti.</strong></p>
<p>Tutto questo non si sapeva? Ma come! Ci consta personalmente che un dossier sul profilo degli enti a carico dell’assessorato Beni culturali e relativa suddivisione per fasce di merito sia stato fornito tanto al Presidente della Regione che alla V Commissione legislativa dell’Ars. <strong>Una graduatoria indegnamente sovvertita dall’Aula, con il voto favorevole dei deputati del Megafono e con l’acquiescenza del Governo. Come mai?</strong></p>
<p>Forse perché si voleva far passare una ripartizione che &#8211; con il provvidenziale ausilio di qualche autorevole dichiarazione di condanna, di dissociazione, di sdegnata rinunzia al contributo &#8211; sarebbe stata certamente impugnata dal Commissario dello Stato, Prefetto Carmelo Aronica? Chissà.</p>
<p>Certo è che l’impugnativa ha consentito al Governo di proporsi a un tempo come vittima degli interessi della politica e come salvatore della cultura e del patrimonio; ha permesso al Presidente della Regione l’attuazione di un disegno, già concepito al momento dell’insediamento (un atto che già il suo predecessore, Raffaele Lombardo, aveva cercato, invano, di porre in essere): <strong>ricondurre alla Presidenza della Regione il compito di distribuire i contributi, bypassando Sala d&#8217;Ercole. </strong></p>
<p>Finiamola con questa penosa manfrina, con questo gioco degli interessi di parte! I meriti sono a tutti noti e i demeriti anche. Basta introdurre norme chiare e criteri oggettivi di valutazione, per rispondere ai rilievi del Commissario dello Stato. Basta riferirsi cioè a quanto contenuto nel disegno di legge n. 337 “Modalità di erogazione dei contributi regionali alle istituzioni culturali” presentato dal PD, primo firmatario on. Mariella Maggio. Il Presidente della Regione lasci, dunque, perdere tensioni monocratiche e cattivi consiglieri e spenda la sua indubbia autorevolezza a favore della sua rapida approvazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La settimana su Twitter: &#8220;È morto Andreotti. Tosta Agnese Borsellino, eh?&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 04:15:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Walter Giannò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[Eccoci al secondo appuntamento con l&#8217;osservatorio di LinkSicilia sui social network per individuare gli umori e i malumori sui fatti più importanti accaduti nell&#8217;ultima settimana. Cominciamo, naturalmente, con la morte di Agnese Borsellino, la moglie del giudice Paolo. Anche perché la triste notizia è partita proprio da Facebook, precisamente dal profilo del cognato Salvatore: «È morta Agnese. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci al secondo appuntamento con l&#8217;osservatorio di <em>LinkSicilia</em> sui social network per individuare gli umori e i malumori sui fatti più importanti accaduti nell&#8217;ultima settimana.</p>
<p>Cominciamo, naturalmente, <a href="http://www.linksicilia.it/2013/05/morta-agnese-borsellino/" target="_blank"><strong>con la morte di Agnese Borsellino</strong></a>, la moglie del giudice Paolo. Anche perché la triste notizia è partita proprio da Facebook, precisamente dal profilo del <a title="Il profilo facebook di Salvatore Borsellino" href="https://www.facebook.com/salvatore.borsellino?fref=ts" target="_blank"><strong>cognato Salvatore</strong></a>: «È morta Agnese. È andata a raggiungere Paolo.<strong> Adesso saprà la verità sulla sua morte</strong>». Su Twitter, uno dei pensieri più ritwittati è stato quello del giornalista <strong>Andrea Vianello</strong> (<a title="Il profilo twitter di Andrea Vianello" href="https://twitter.com/andreavianel" target="_blank"><strong>@andreavianel</strong></a>): «Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene. Paolo Borsellino. In memoria di sua moglie Agnese». Significativo anche il tweet dell&#8217;attore e scrittore <strong>Giulio Cavalli</strong> (<a title="Il profilo twitter di Giulio Cavalli" href="https://twitter.com/giuliocavalli" target="_blank"><strong>@giuliocavalli</strong></a>), a cui nel 2009 fu assegnata una scorta per le minacce ricevute in seguito al monologo &#8220;Do ut Des&#8221;: «È morta Agnese, moglie di Paolo Borsellino. Chissà che almeno lì possa ascoltare all&#8217;orecchio la verità che qui ci manca».</p>
<p>Altra notizia che ha catalizzato l&#8217;attenzione dei media non solo italiani è stata senza dubbio<a href="http://www.linksicilia.it/2013/05/e-morto-giulio-andreotti/" target="_blank"><strong> la morte di Giulio Andreotti</strong></a>, figura emblematica dello Stato ed oscura per quanto riguarda i suoi rapporti con la mafia siciliana. E naturalmente in tanti, su Twitter, hanno fatto riferimento a questo &#8220;incrocio&#8221;. A partire dalla <a href="https://twitter.com/Terronista/status/332503524783050752/photo/1" target="_blank"><strong>foto assai ritwittata</strong></a> dei tifosi del Torino che, durante il minuto di silenzio per la scomparsa dell&#8217;ex leader della DC, hanno esposto le foto di<strong> Giovanni Falcone</strong> e <strong>Paolo Borsellino</strong>. Come sempre tagliente, invece, l&#8217;ironia di <strong>Spinoza</strong> (<a title="Il profilo Twitter di Spinoza" href="https://twitter.com/spinozait" target="_blank"><strong>@spinozait</strong></a>): «È morto <strong>Andreotti</strong>. Tosta Agnese <strong>Borsellino</strong>, eh?».</p>
<p>E c&#8217;è stato un altro lutto che ha sconvolto soprattutto il mondo della politica siciliana, ovvero la tragica scomparsa del 30enne <strong>Giuseppe Musumeci</strong>, figlio di Nello, ex avversario del governatore Crocetta nelle ultime elezioni regionali. In questo caso, segnaliamo &#8220;soltanto&#8221; che sia su Twitter che su Facebook sono stati centinaia gli status e i tweet di vicinanza alla famiglia del deputato siciliano.</p>
<p>Ora passiamo agli aggiornamenti sulla <a href="http://www.linksicilia.it/2013/05/muos-di-niscemi-cantiere-illegittimo-ma-la-polizia-sta-con-gli-usa/" target="_blank"><strong>protesta contro il MUOS</strong></a> di Niscemi. Perché anche oggi &#8211; venerdì 10 maggio &#8211; c&#8217;è stato un «intervento poliziesco contro il presidio No MUOS che prova a fermare i mezzi dei lavori nella base della morte di Niscemi», come twittato dall&#8217;insegnante (e militante comunista) <strong>Luca Cangemi</strong> (<a title="Profilo twitter di Luca Cangemi" href="https://twitter.com/luca_cangemi" target="_blank"><strong>@luca_cangemi</strong></a>). Mentre il profilo ufficiale della protesta (<a title="Profilo twitter di No Muos" href="https://twitter.com/NoMuos" target="_blank"><strong>@NoMuos</strong></a>) fa sapere che c&#8217;è «qualcuno che vuol far credere che un forno a microonde sia più pericoloso del MUOS», consigliando la lettura di <a href="http://www.nomuosniscemi.it/news/qualcuno-vuol-far-credere-che-un-forno-a-microonde-e-piu-pericoloso-del-muos-a-niscemi-la-protesta/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=twitter&amp;utm_campaign=Feed%3A+NoMuos+%28NO+MUOS%29" target="_blank"><strong>questo post</strong></a>.</p>
<p>Ha continuato a fare parlare di sé, invece, la <strong>Tabella H</strong>, perché è stata impugnata dal Commissario dello Stato per la Regione Sicilia insieme ad altri 21 articoli della Legge Finanziaria approvata nella notte dell&#8217;1 maggio scorso. Ma c&#8217;è gente, come palermonelcuore (<a href="https://twitter.com/settelamette" target="_blank"><strong>@settelamette</strong></a>), che crede che non cambierà nulla: «Il Commissario di Stato boccia la tabella H? Niente problemi&#8230;adesso gli cambiano la lettera&#8230; VERGOGNA». Al contrario, ha esultato il giornalista <strong>Rosario Rigano</strong> (<a title="Profilo Twitter di Civica_Mente" href="https://twitter.com/Civica_Mente" target="_blank"><strong>@Civica_Mente</strong></a>) che adesso chiede: «<strong>Sia restituito il maltolto!</strong>». Profondo, infine, il tweet di Olga Nassis (<a title="Profilo Twitter di Olga Nassis" href="https://twitter.com/OlgaNassis" target="_blank"><strong>@OlgaNassis</strong></a>): «TabellaH - Cala il sipario sulla Sicilia delle imposture e il suo kafkiano gioco delle parti, a vincere sono sempre gli interessi particolari».</p>
<p>Infine, parliamo delle tante e feroci reazioni di Twitter all&#8217;infelice <a href="http://www.linksicilia.it/2013/05/giuliano-ferrara-la-sicilia-e-i-silenzi-di-berlusconi/" target="_blank"><strong>frase di Giuliano Ferrara</strong></a>: «la mafia è l&#8217;essenza della Sicilia». Duro e istituzionale, ad esempio, il tweet di <strong>Giuseppe Ardizzone</strong> (<a href="https://twitter.com/GiovanniArdizz1" target="_blank"><strong>@GiovanniArdizz1</strong></a>), presidente dell&#8217;ARS: «Da Giuliano Ferrara arriva un inaccettabile stereotipo. Le vere essenze della Sicilia sono <strong>accoglienza e contaminazione fra culture</strong>». E per l&#8217;europarlamentare <a href="https://twitter.com/SoniaAlfano" target="_blank"><strong>Sonia Alfano</strong></a> (@SoniaAlfano): «L’Ordine dei Giornalisti dovrebbe procedere all’espulsione di Ferrara,<strong> per manifesta indegnità</strong>». <a title="http://fb.me/2XxBAClzD" href="http://t.co/gRoCcVDjUU" target="_blank" rel="nofollow"><br />
</a></p>
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		<title>Tabella H, i veleni e le proposte</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 10:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alice Anselmo]]></category>
		<category><![CDATA[Commissario dello Stato]]></category>
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		<description><![CDATA[Infuria la polemica sulla tabella H impugnata dal Commissario dello Stato. Le accuse non riguardano l’impugnativa, ma il clima e i pastrocchi che hanno portato a questo risultato. Se da un lato è positivo che siano stati lasciati a bocca asciutta una serie di ‘carrozzoni mangiasoldi’, non si può non manifestare disappunto per il mancato [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Infuria la polemica sulla tabella H impugnata dal Commissario dello Stato. Le accuse non riguardano l’impugnativa, ma il clima e i pastrocchi che hanno portato a questo risultato. Se da un lato è positivo che siano stati lasciati a bocca asciutta una serie di ‘carrozzoni mangiasoldi’, non si può non manifestare disappunto per il mancato sostegno alle Associazioni, alle Fondazioni e, in generale, agli Enti culturali che operano nell’interesse della collettività.</strong></p>
<p>E’ assurdo non sostenere organismi che operano nel campo della musica, dei libri e, in generale, delle vere attività culturali solo perché la politica ha utilizzato – vanamente – questi soggetti culturali come paravento per coprire operazioni clientelari, spesso riconducibili a qualche parlamentare dell’Ars e persino alla massoneria.</p>
<p>Per non parlare delle istituzioni culturali istituite con legge che sono state indebitamente e scorrettamente mescolate alle clientele più efferate.</p>
<p>Dice <strong>Alice Anselmo (foto a destra)</strong>, deputata regionale dei Democratici riformisti: “Sono convinta che dalla famigerata Tabella H, quale che sia il suo nome <img class="alignright size-full wp-image-55976" alt="ALICE ANSELMO" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/05/ALICE-ANSELMO.jpg" width="276" height="183" />attuale, andavano e vanno scorporati tutti quei finanziamenti che discendono da leggi di settore. <strong>Mi riferisco, a titolo di esempio, agli enti musicali e alle bande che, inseriti in un apposito elenco, potrebbero accedere a finanziamenti legittimi e legittimati da criteri precisi”.</strong></p>
<p>“Tutte le altre voci di finanziamento, poi &#8211; aggiunge la parlamentare, che, in verità dovrebbe rivolgersi al presidente della Regione, Rosario Crocetta, uno degli autori di questa bolgia legislativa detta Tabella H &#8211; vanno semplicemente messe a bando, in modo da garantire, anche in questo caso, che a beneficiarne siano enti e associazioni in grado di certificare pienamente la propria attività, giustificando allo stesso tempo l’aiuto concesso dall’Amministrazione. Questo, ovviamente- conclude la parlamentare- in ossequio ai principi istituzionali della trasparenza e dell’efficienza della Pubblica Amministrazione”.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-17043" alt="movimento 5 stelle" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2012/05/movimento-5-stelle.jpg" width="227" height="222" />“Il Commissario dello Stato ha fatto giustizia di tanti soprusi contenuti nella Tabella H”, scrivono in un comunicato i parlamentari dell’Ars del Movimento 5 Stelle. I grillini accolgono “con soddisfazione la bocciatura dell&#8217;elenco della vergogna, partorito dagli interessi di tanti padrini, più che dalle reali esigenze e dei meriti delle associazioni sovvenzionate”.</strong></p>
<p>I deputati del Movimento, però, ammoniscono a “non gettare via il bambino assieme all&#8217;acqua sporca”: “Si salvino gli enti meritori che erano presenti dentro quella Tabella, che svolgono vere e valide opere sociali e culturali e che potrebbero essere danneggiati dallo stop dei contributi”.</p>
<p>Per questo i parlamentari del Movimento chiedono di varare immediatamente una legge che stabilisca criteri rigidi ed oggettivi, per consentire a chi lo merita di continuare ad operare senza pesanti contraccolpi.</p>
<p>Con soddisfazione è stata accolta la notizia della “promozione” delle norme del Movimento presenti in Finanziaria, microcredito in testa, che “deve partire il più presto possibile”.</p>
<p>“Siamo fiduciosi – affermano i deputati – anche di salvare la norma sugli idrocarburi, bocciata solo per una questione tecnica, cui può essere facilmente posto rimedio”.</p>
<p>Caustico il parlamentare di Frratelli d’Italia<strong>, Salvino Caputo</strong>: “L’impugnativa del Commissario dello Stato, che respinge ben 21 articoli del <img class="alignright size-full wp-image-16412" alt="salvino caputo" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2012/04/salvino-caputo.jpg" width="259" height="194" />Bilancio e della Finanziaria, è la bocciatura del percorso amministrativo e di governo di Crocetta”.</p>
<p>“L’approssimazione, la mancanza di strategie e la scarsa dimestichezza con le voci contabili – conclude il parlamentare &#8211; evidenzia il fallimento di una ‘rivoluzione e di un cambiamento’ che, al di là dell’impatto mediatico, alla prova dei fatti certifica l’inadeguatezza della Giunta Crocetta”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Finanziaria, oggi l’ ‘Inchiummativa’</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 04:59:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[commissario dello Stato per la Regione siciliana]]></category>
		<category><![CDATA[finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[impugnativa]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi l’ufficio del Commissario dello Stato per la Regione siciliana dovrebbe rendere noto il pronunciamento su Bilancio e Finanziaria approvati dall’Ars la scorsa settimana. Sul Bilancio non ci dovrebbero essere problemi. Sulla Finanziaria, invece, si attende l&#8217; &#8216;Inchiummativa&#8217;, alias, l’impugnativa. Radio tam tam annuncia che il pericolo dovrebbe essere scampato. Il pericolo sarebbe stato quello [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi l’ufficio del Commissario dello Stato per la Regione siciliana dovrebbe rendere noto il pronunciamento su Bilancio e Finanziaria approvati dall’Ars la scorsa settimana. Sul Bilancio non ci dovrebbero essere problemi. Sulla Finanziaria, invece, si attende l&#8217; <strong>&#8216;Inchiummativa&#8217;,</strong> alias, l’impugnativa.</p>
<p>Radio tam tam annuncia che il pericolo dovrebbe essere scampato. Il pericolo sarebbe stato quello di un’impugnativa nella quale le norme sulle entrate impugnate avrebbero superato le norme sulle spese impugnate. Così, a quanto pare, non sarà.</p>
<p>Le entrate, tutto sommato, dovrebbero essere state lasciate in pace. Questo sulla scorta di un tacito accordo tra Roma e la Sicilia.</p>
<p><strong>Il Governo regionale si Rosario Crocetta, infatti, si è lasciato scippare 800 milioni di euro dal Governo nazionale. Il conto, questo va da sé, lo pagheranno i siciliani, che sono quelli che avranno a disposizione meno risorse finanziare.</strong></p>
<p>In cambio, però, il Governo Crocetta avrebbe avuto la possibilità di far pagare in parte ai siciliani lo scippo di 800 milioni e, in parte, di ‘compensarlo’ con un po’ di entrate ‘gonfiate’. Ovviamente, pagheranno sempre i siciliani, ma non se ne accorgeranno subito. Queste entrate fittizie potrebbero essere impugnate. Ma, come già accennato, potrebbero essere lasciate in pace, come lascerebbe intendere radio tam tam.</p>
<p><strong>L’impugnativa che oggi l’ufficio del Commissario dello Stato dovrebbe rendere nota riguarderebbe, per lo più, le spese. A cominciare, ad esempio, dalla tabella H.</strong></p>
<p>Sulla tabella H si potrebbe verificare quello che si annuncia come il ‘capolavoro’ del Governo regionale. E cioè: Fondazioni culturali importantissime potrebbero chiudere i battenti (qualcuna, come la Fondazione “Lucio Piccolo” di Capo d’Orlando ha già chiuso i battenti),<strong> mentre i carrozzoni mangiasoldi che foraggiano la politica e la massoneria potrebbero restare in piedi.</strong></p>
<p>In fondo, nella Sicilia del Muos di Niscemi, dell’elettrodotto Terna nella Valle del Mela costruito sulle teste della gente, dell’immondizia per le strade, dell’acqua ai privati e via continuando con lo sfascio amministrativo, il mangia mangia della tabella H per politici &amp; ‘incappucciati’ sarebbe un epilogo quasi naturale…</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Perché La tabella H verrà impugnata</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 12:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La nostra tesi l’abbiamo lanciata ieri e la ribadiamo oggi: la tabella H verrà impugnata perché così ha voluto la politica siciliana. Il motivo è nelle cose. Su 25 milioni di euro di spesa, le attività culturali pesano, sì e no, per 5 milioni di euro. Il resto non si capisce che cosa siano. O [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: 13px;">La nostra tesi l’abbiamo lanciata ieri e la ribadiamo oggi: la tabella H verrà impugnata perché così ha voluto la politica siciliana. Il motivo è nelle cose. Su 25 milioni di euro di spesa, le attività culturali pesano, sì e no, per 5 milioni di euro. Il resto non si capisce che cosa siano. O meglio, si intuisce benissimo: clientele allo stato puro.</span></strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-55741" title="acca" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/05/acca1.jpg" alt="" width="225" height="225" />Sarebbe bastato &#8211; e questo avrebbe dovuto proporlo il Governo regionale &#8211; discernere le attività culturali da tutto il resto. Ovvero gli Enti, le Associazioni e le Fondazioni che si occupano veramente di cultura senza fare la ‘cresta’ da tutto il resto. Invece Governo e Ars hanno preferito mettere tutto in un unico ‘mazzo’.</p>
<p>Perché? Semplice: <strong>perché all’ ‘affacciata’, come si dice dalle nostre parti, tutti sono stati accontentati: soggetti culturali e soggetti clientelari. Di fatto, si è creato un grande calderone nel quale il bene e il male si fondono e si confondono.</strong></p>
<p>Tutto questo, lo ripetiamo, è stato fatto apposta. Per sollecitare l’impugnativa del Commissario dello Stato. Perché non si possono spendere 25 milioni di euro per finanziare, in buona parte, clientele allo stato puro. Mentre soggetti che, da sempre, si occupano di cultura nell&#8217;interesse della collettività sono state penalizzate con contributi irrisori.</p>
<p><strong>Il Commissario dello Stato impugnerà la tabella H. E la Regione avrà a disposizione 25 milioni di euro in più per altre spese. Quali? E’ inutile che ci giriamo attorno: per altra spesa corrente.</strong></p>
<p>Di fatto, anche se in modo ‘gesuitico’, il Governo di Rosario Crocetta, ancora una volta, si è comportato da ‘commissario liquidatore’, liquidando anche la tabella H.</p>
<p><strong>Per carità: è una scelta politica. Condivisibile per i 20 milioni di euro di clientele allo stato puro. Ma non condivisibile per i 5 milioni di euro di attività culturali che &#8211; lo ribadiamo ancora una volta &#8211; avrebbero dovuto essere scorporate da tutto il resto.</strong></p>
<p>La verità è che, nelle intenzioni di Governo e Ars, la Sicilia non ha più bisogno di attività culturali. A nostro avviso, è una scelta folle. Ma, lo <img class="alignright size-full wp-image-10248" title="palazzo reale" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2012/03/palazzo-reale.jpg" alt="" width="275" height="184" />ribadiamo, è una scelta adottata dall&#8217;attuale politica siciliana. Scientemente. Una politica che ha messo in piedi tutto questo ambaradan della tabella H per farsela ‘bocciare’.</p>
<p><strong>A riprova di quanto stiamo dicendo c’è il fatto che alcune importanti strutture che si occupano di cultura non hanno ancora ricevuto i soldi &#8211; sempre della tabella H &#8211; dell’anno passato. Qualche soggetto che, in Sicilia, si occupa di cultura ha già chiuso i battenti. E altri Enti, altre Fondazioni e altre Associazioni culturali della Sicilia chiuderanno. </strong></p>
<p>La cultura, in Sicilia &#8211; nella Sicilia del Governo Crocetta e dell’attuale Assemblea regionale siciliana &#8211; non è più una priorità. E’ ‘qualcosa’ della quale la politica siciliana, già da tempo, ha deciso di fare a meno. E si vede.</p>
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		<title>Cultura, chiude pure la Fondazione Piccolo</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 14:48:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Dopo quarant’anni, la Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella quest’anno sarà costretta a chiudere. Una decisione dolorosa, che ha un responsabile preciso: la Regione siciliana”. Si apre così, con un atto di accusa, il comunicato con il quale la Fondazione Piccolo di Capo d’Orlando annuncia la chiusura: la chiusura della Villa e la chiusura delle attività [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: 13px;">“Dopo quarant’anni, la Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella quest’anno sarà costretta a chiudere. Una decisione dolorosa, che ha un responsabile preciso: la Regione siciliana”.</span></strong></p>
<p>Si apre così, con un atto di accusa, il comunicato con il quale la Fondazione Piccolo di Capo d’Orlando annuncia la chiusura: la chiusura della Villa e la chiusura delle attività culturali legate non soltanto al poeta <strong>Lucio Piccolo di Calanovella,</strong> ma anche al compianto collega Bent Parodi di Belsito, che fino a quando è stato in vita ha dato l’anima per consentire ai siciliani e ai turisti di ‘vivere’ la storia di questo straordinario luogo. (a sinistra, foto di villa Piccolo tratta da siciliaturismoecinema.it)</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-55608" title="VILLA PICCOLO" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/05/VILLA-PICCOLO.jpg" alt="" width="381" height="132" />“L’approvazione della Tabella H &#8211; si legge sempre nel comunicato &#8211; e la cospicua elargizione di denaro a figli e figliastri di questo o quel deputato regionale è il colpo di grazia che uccide la Fondazione. <strong>Suona poi come un’offesa e una beffa l’assegnazione fattaci di 22 mila euro, cifra irrisoria per un ente che gestisce un museo e un parco di 20 ettari, aperto tutto l’anno e che al suo interno presenta gioielli di inestimabile valore culturale, come il celebre ‘cimitero dei cani’, esempio unico in Europa”.</strong></p>
<p>“Cifra ancor più irrisoria &#8211; prosegue la nota &#8211; se si tiene conto che, con la legge regionale n. 51 del 13 luglio del 1995, la Regione siciliana si è obbligata ad assegnare alla Fondazione Piccolo un contributo annuale di 300 milioni delle vecchie lire e cioè di circa 154 mila euro. Contributo, disatteso negli ultimi anni dalla stessa Regione, che ha, dunque, violato quanto disposto dalla Legge 51, inserendo poi, inspiegabilmente, l’ente nella Tabella H e quindi, sottoponendolo alle forche caudine degli umori dei deputati regionali e ai loro interessi di bottega”.</p>
<p>Per la cronaca, la Fondazione Piccolo non è la sola ‘vittima’ di questa Tabella H che mescola, secondo noi ‘ad arte’, chi svolge veramente attività <img class="alignright size-full wp-image-55609" title="villa piccolo 2" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/05/villa-piccolo-2.jpg" alt="" width="176" height="269" />culturali e chi fa altro. <strong>Forse per provocare l’impugnativa del Commissario dello Stato che farebbe risparmiare alla Regione 25 milioni di euro. Mandando ‘a mare’, però, le poche attività culturali ancora in piedi in Sicilia.</strong></p>
<p>“Di tale situazione abbiamo informato il Commissario dello Stato per la Sicilia &#8211; leggiamo ancora nella nota &#8211; affinché provveda ad impugnare l&#8217;iniquo allegato alla legge Finanziaria e fare sì che l&#8217;intero impianto del finanziamento a pioggia dei contributi agli Enti possa essere rimesso in discussione e venga deciso di adottare criteri meritocratici e non clientelari per la ripartizione dei fondi per la cultura”.</p>
<p>“Entro l’anno &#8211; si legge sempre nel comunicato &#8211; provvederemo, pertanto, al licenziamento dei dipendenti della Fondazione e annunciamo fin d’ora che il Parco e la Casa-museo di Villa Piccolo resteranno chiusi al pubblico. Ci rendiamo conto che in questo modo rimarranno delusi i migliaia di visitatori che, ogni anno, soprattutto nel periodo estivo, vengono da ogni parte del mondo per ammirare le collezioni permanenti della Fondazione e la stessa Casa-museo in cui vissero il poeta Lucio Piccolo, il pittore Casimiro Piccolo e la sorella Agata Giovanna, oltre a Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che nel periodo estivo era ospite fisso a Villa Piccolo, dove scrisse alcune delle più belle pagine del Gattopardo”.</p>
<p>“Consegneremo simbolicamente le chiavi di Villa Piccolo al Presidente della Regione, Rosario Crocetta, all’assessore regionale ai Beni Culturali, Mariarita Sgarlata, e al Presidente della Commissione Cultura dell’Ars, Marcello Greco”, recita ancora il comunicato stampa. <strong>Dove si ricorda l’impegno della Regione a tutelare le eccellenze culturali: “Lo scempio della Tabella H” smentisce la promessa del Governo regionale: “Si assumano la responsabilità &#8211; conclude la nota &#8211; della chiusura di Villa Piccolo, dopo 40 anni di storia gloriosa”.</strong></p>
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		<title>Tutti scontenti del presidente Crocetta</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 06:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’affondo è arrivato due giorni fa. Una stoccata, quella del parlamentare nazionale del Pd, Davide Faraone, che ha colpito in pieno il presidente della Regione, Rosario Crocetta. Più che un’accusa, una notizia: il governatore avrebbe brigato con Roma per far nominare Giuseppe Lumia sottosegretario del Governo Letta. Trattativa risoltasi in un flop.</strong></p>
<p>La mossa di Faraone, di certo non casuale, è destinata a creare disappunto tra i militanti del Megafono, il Movimento del presidente della Regione. Militanti e simpatizzanti del Megafono che con Lumia, in realtà, non hanno mai fatto molto ‘pane’. Parole che hanno rafforzato in tanti dubbiosi la convinzione che i rapporti tra Crocetta e Lumia sono sempre stati stretti.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-53178" title="115631423_Crocetta_350467c" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/04/115631423_Crocetta_350467c.jpg" alt="" width="500" height="280" />Perché facciamo queste considerazioni? <strong>Per segnalare un dato caratteriale, del presidente della Regione, che è diventato ormai un dato politico: la sua ambiguità. Un comportamento ondivago, mai sincero. Da qui un effetto boomerang.</strong></p>
<p>Il fatto di non avere mai scelto con chiarezza da che parte stare &#8211; se lavorare per una nuova formazione politica, il Megafono, o fare da sponda al Pd, restando ancorato a questo Partito &#8211; ha finito col rendere lo stesso Crocetta inviso sia al Pd, sia agli stessi militanti del Megafono.</p>
<p>Emblematiche, al riguardo, le dichiarazioni rilasciate da<strong> Pino Apprendi,</strong> un dirigente del Pd siciliano noto per la sua onestà e per la sua correttezza. Ebbene, Apprendi ha accusato senza mezzi termini Crocetta, non senza qualche buona ragione, di essere la causa prima del disinteresse che il Pd nazionale verso il Pd siciliano.</p>
<p>Il dirigente del Partito democratico dell’Isola sostiene che Crocetta, con il suo atteggiamento (per esempio, quando il Megafono, alle recenti elezioni politiche, lasciava intendere di voler e poter battere il Pd nelle elezioni per il Senato), ha<img class="alignright size-full wp-image-13746" title="apprendi" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2012/03/apprendi10.jpg" alt="" width="259" height="194" /> contribuito a dare del Pd siciliano un’immagine di Partito diviso. <strong>Da qui la scelta dei vertici nazionali del Partito di non nominare sottosegretario né Lumia (appoggiato da Crocetta, secondo Faraone), né Sergio D’Antoni, appoggiato dal segretario regionale del Pd siciliano, Giuseppe Lupo.</strong></p>
<p>In tanti anni, è la prima volta che Apprendi prende una posizione così dura verso quello che, di fatto, se non un suo compagno di Partito, è comunque un suo alleato.</p>
<p>L’ambiguità di Crocetta si riverbera negativamente nello stesso Megafono. Dove erano in tanti a pensare che la candidatura di Lumia al Senato nella lista del presidente della Regione sarebbe stato un fatto episodico, legato al particolare momento elettorale.</p>
<p><strong>Tesi che non ha convinto tanti simpatizzanti del Megafono che, in occasione delle ultime elezioni politiche, invece di votare Movimento 5 Stelle alla Camera e Megafono al Senato, hanno votato Movimento 5 Stelle sia per la Camera dei deputati, sia per il Senato.</strong></p>
<p>Qualche settimana fa, poi, lo stesso Crocetta si è un po’ ‘sbracato’, partecipando alle riunioni del Pd siciliano e parlando come un dirigente di questo Partito. Cosa, questa, che non ha convinto i dirigenti dello stesso Pd, stanchi di questi esercizi linguistici del governatore che, appena un mese fa, con la stessa enfasi, si proclamava il protagonista un “Metodo Sicilia” insieme con i grillini (altra formazione politiche che, detto per inciso, ha mollato il presidente Crocetta).</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-42571" title="crocetta megafono lumia" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/01/crocetta-megafono-lumia2.jpg" alt="" width="226" height="134" />Crocetta versione dirigente del Pd siciliano ha invece convinto tanti militanti del Megafono di avere fino ad oggi perso tempo dietro a un personaggio che fa della già citata ambiguità e della confusione la ‘filosofia’ della propria azione politica</strong></p>
<p>In tutto questo, sempre a causa dell’ambiguità, anche l’azione amministrativa del Governo Crocetta segna il passo. Le categorie economiche e sociali che lamentano le insufficienze politiche dell’esecutivo, se non le scelte considerate sbagliate, non si contano più.</p>
<p>Nella<strong> sanità</strong> ci si attendeva un mutamento, dopo i quattro disastrosi anni del Governo Lombardo. Ma, a parte qualche flebile segnale di cambiamento di rotta, più annunciato che praticato, lo scenario sembra identico, se non peggiorato. Magari la volontà, rispetto al passato, sembra diversa. Ma i risultati sono quelli che sono.</p>
<p>Da almeno tre anni la sanità pubblica siciliana è in affanno, in parte smantellata con la promessa della sanità nel territorio che, per l’appunto, è rimasta solo una promessa (i Pta, Punti territoriali di assistenza che nessuno ha mai visto…). A questo si aggiunge la crisi dei Laboratori di analisi privati, chiamati, in forza di una sentenza, a restituire circa 140 milioni di euro. <strong>Molti <img class="alignright size-full wp-image-54470" title="laboratori di analisi" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/04/laboratori-di-analisi.jpg" alt="" width="291" height="173" />Laboratori hanno già chiuso i battenti, o si accingono a farlo, con il risultato che i cittadini intasano ulteriormente le strutture pubbliche anche per le analisi (per non parlare del personale licenziato dagli stessi Laboratori di analisi).</strong></p>
<p>I rappresentanti delle imprese siciliane non sembrano soddisfatti del Governo Crocetta. Tutt’altro. I lavori pubblici ridotti al lumicino, se non scomparsi, si pensava che fossero la conseguenza della crisi generale. In parte è così, ma in parte è anche il frutto di una mancata nomina da parte del Governo regionale.</p>
<p>Una mancata designazione al vertice del dipartimento Tecnico della Regione che, come abbiamo documentato ieri, ha bloccato i Geni Civili, gli Urega e una importante Commissione che opera in questo settore. Risultato: blocco totale dei lavori pubblici alla Regione e nei Comuni. <strong>Tutto questo perché il presidente Crocetta e alcuni settori del Pd non si mettono d’accordo su come spartirsi le poltrone.</strong></p>
<p>Questo vale per i lavori pubblici. Ma lo scenario è praticamente lo stesso in quasi tutti i settori dell’economia: l’agricoltura siciliana è allo sbando con un Psr (Piano di sviluppo rurale, fondi dell’Unione Europea, quasi 2 miliardi di euro), spesi non si capisce come, di sicuro non a sostegno degli agricoltori siciliani (con molta probabilità a sostegno degli amici &amp; parenti di politici e degli stessi alti burocrati dello stesso assessorato alle Risorse agricole).</p>
<p>L’industria siciliana, tranne poche ‘oasi’, non c’è più. La Fiat di Termini Imerese ha chiuso i battenti. I passati Governi Berlusconi e Monti e il Governo Lombardo hanno combinato un gran casino, chiamando, per il rilancio di quest’area industriale, personaggi che sembravano avere altre cose in testa… <strong>Il risultato è il blocco di tutto anche su questo fronte. Con il Governo Crocetta che, avendo ereditato un disastro, al solito, non decide.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-45867" title="giancarlo cancelleri bis" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/02/giancarlo-cancelleri-bis.jpg" alt="" width="275" height="183" />La Finanziaria, approvata qualche giorno fa dall’Ars, avrebbe potuto essere un’occasione per dare una boccata di ossigeno alle imprese, che aspettano di essere pagate dalla Regione chi da un anno chi, addirittura, da due anni. Ma Governo e Ars &#8211; a parte le pochissime luci apportate dal Movimento 5 Stelle (il microcredito e scelte politiche finalmente intelligenti e non ‘ascare’ su idrocarburi e acque minerali) &#8211; hanno optato per una manovra di basso profilo, tutta tagli e contenimenti delle spese, <strong>non contestando a Roma un insopportabile scippo di 800 milioni di euro da parte del Governo nazionale.</strong></p>
<p>Governo regionale e Ars hanno allargato cordoni della borsa solo per tabella H. In questa tabella ci sono associazioni, enti e fondazioni che operano bene nel campo della cultura con risultati egregi. <strong>Ma ce ne sono altri che sono pure clientele riconducibili, in buona parte, agli stessi deputati regionali.</strong></p>
<p>Da questo Governo ci si aspettava chiarezza e discernimento tra situazioni diverse. Invece è stato fatto un unico ‘mazzo’. Con le cose serie chiamate a fare da paravento alle solite magagne. Che dire, ad esempio, come documentato qualche giorno fa dal quotidiano <em><strong>la Repubblica</strong></em>, dei congrui finanziamenti a soggetti che non esistono più o, ancora, per celebrare anniversari già avvenuti? <strong>Per non parlare del milione di euro spartito tra Cerisdi e Coppem, due noti ‘carrozzoni mangiasoldi’.</strong></p>
<p>Non parliamo della <strong>formazione professionale</strong>, settore del quale il nostro giornale si occupa ogni giorno. Dove quasi 10 mila lavoratori attendono che il Governo decida qualcosa. Qui assistiamo alle gesta di una dirigente generale, peraltro brava, come la dottoressa <strong>Anna Rosa Corsello</strong>, chiamata ad applicare direttive &#8211; più politiche che amministrative &#8211; che spesso non hanno né capo, né coda. Opzioni destinate, in uno Stato di diritto, a vedere la Regione soccombere nei probabili ricorsi (ammesso che in Sicilia esista ancora: noi, almeno, ne dubitiamo).</p>
<p>Di ritardo in ritardo, di promesse in promesse, con il dubbio, tutt’altro che peregrino, che lo Stato centrale &#8211; parliamo sempre di formazione professionale &#8211; oltre ad essersi tenuto i già citati 800 milioni di euro dal Bilancio 2013, abbia già utilizzato, chissà come e chissà dove, anche i 452 milioni euro di cosiddetto ‘Piano giovani’: soldi della Sicilia trasferiti a Roma dagli ‘ascari’ e dai ‘piemontesi’ del Governo Lombardo.</p>
<p>Anche se per ora tacciono, tra gli scontenti del Governo Crocetta ci sono pure gli operai della Forestale. Ai quali Governo e Ars hanno tagliato 100 milioni di euro promettendo improbabili nuove attività. Omettendo di spiegare &#8211; particolare non secondario &#8211; chi dovrebbe pagare per queste nuove attività.</p>
<p>Tra gli scontenti ci sono pure i <strong>No Muos</strong> e, in generale, tutti i siciliani che non vorrebbero una Sicilia militarizzata (in <img class="alignleft size-full wp-image-48192" title="no muos quater" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/03/no-muos-quater.jpg" alt="" width="226" height="150" />questo caso dalle antenne satellitari dei militari americani). Dal Governo Crocetta, sul Muos di Niscemi, ci si attendeva una presa di posizione politica forte: per esempio, la richiesta di una convocazione del Consiglio di Ministri (a norma dello Statuto siciliano,il presidente della Regione partecipa, con il rango di Ministro, alle sedute del Consiglio dei Ministri per questione legate alla Sicilia). Invece il Governo Crocetta ha fatto del “No” al Muos di Niscemi un mero fatto amministrativo, scaricando sui giudici del Tar una decisione che ha poco di amministrativo e molto di politica. Non vorremmo esagerare, ma don Abbondio avrebbe fatto di meglio…</p>
<p>Che dire, poi, dell’<strong>elettrodotto della Valle del Mela,</strong> in provincia di Messina, opera che non serve alla Sicilia, ma a un’Italia che, in materia energetica (e non soltanto su tale materia) ha sempre trattato la Sicilia come una colonia?</p>
<p>Sarebbe servita una presa di posizione politica, per imporre, quanto meno, l’allontanamento degli elettrodotti dai centri abitati. Anche su questo fronte, soliti provvedimenti amministrativi, tanto per zittire le proteste di cittadini. <strong>Risultato: un fallimento e la delusione dei cittadini della Valle del Mela.</strong></p>
<p>Vogliamo parlare delle raffinerie siciliane? Invece di chiedere la bonifica della rada di Augusta e, in generale, di tutta l’area industriale di Siracusa, il governatore annuncia l’apertura di altre raffinerie, questa volta a cura dei russi, per la felicità del Pdl…</p>
<p>Vogliamo parlare dell’applicazione dell’articolo 37 dello Statuto? Prima &#8211; una ventina di giorni fa &#8211; un tentativo maldestro, da parte dell’assessore all’Economia, <strong>Luca Bianchi</strong>, di far passare l’arrivo di 50 milioni di euro da Roma come l’avvio dell’applicazione dell’articolo 37 dello Statuto.</p>
<p><strong>Finalmente, annuncia il Governo Crocetta, le imprese con stabilimenti in Sicilia e sede sociale nel resto d’Italia pagheranno le imposte nell’Isola. Peccato che le entrate dell’articolo 37, mantenendosi bassi, dovrebbero ammontare ad almeno 4 miliardi di euro all’anno e non 50 milioni di euro!</strong></p>
<p>Insomma, l’applicazione dell’articolo 37 dello Statuto era solo una bufala. Tant’è vero che, nel corso del dibattito su Bilancio e Finanziaria, né Crocetta, né l’assessore Bianchi lo hanno più nominato…</p>
<p>Vogliamo parlare dei Comuni in dissesto finanziario? Vogliamo parlare dell’immondizia che giace nelle strade di mezza Sicilia, mentre non si intravede ancora un’alternativa alle discariche?</p>
<p>Tutte queste cose &#8211; e altre ancora che non possiamo elencare, perché non basterebbe tutto il nostro giornale &#8211; ci convincono sempre più che questo Governo Crocetta sta sbagliando tutto, sia sul fronte politico, sia sul fronte amministrativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			<media:title type="html">laboratori di analisi</media:title>
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			<media:title type="html">giancarlo cancelleri bis</media:title>
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		<title>Ars, sempre a proposito della tabella H</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 12:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[atività culturali]]></category>
		<category><![CDATA[commisario dello Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Ignazio Buttitta]]></category>
		<category><![CDATA[LinkSicilia]]></category>
		<category><![CDATA[tabella H]]></category>

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		<description><![CDATA[da Ignazio Buttitta riceviamo e volentieri pubblichiamo Come ogni anno, a cose fatte, si invocano provvedimenti, soppressioni, ispezioni anche da parte di chi avrebbe avuto la possibilità di intervenire per tempo e con sicura efficacia. C’è stato qualcuno che si è prodigato perché i contributi venissero assegnati sulla base di criteri comprensibili e condivisibili; c’è stato [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>da <strong>Ignazio Buttitta<br />
</strong>riceviamo e volentieri pubblichiamo</p>
<p>Come ogni anno, a cose fatte, si invocano provvedimenti, soppressioni, ispezioni anche da parte di chi avrebbe avuto la possibilità di intervenire per tempo e con sicura efficacia. C’è stato qualcuno che si è prodigato perché i contributi venissero assegnati sulla base di criteri comprensibili e condivisibili; c’è stato qualcuno che ha lavorato alla <img class="alignleft size-full wp-image-55475" title="attività culturali" src="http://www.linksicilia.it/wp-content/uploads/2013/05/attività-culturali.jpg" alt="" width="275" height="183" />realizzazione di un apposito Disegno di Legge. E si sappia anche che una attività conoscitiva sulla natura giuridica degli enti, sui loro patrimoni e sulla quantità e qualità delle attività svolte è stata puntualmente condotta! Gli onorevoli deputati erano perfettamente a conoscenza del ‘profilo’ di ogni singolo ente beneficiario.</p>
<p>Sia chiaro: ritengo che non ci sia nulla di dovuto: la politica faccia pure le sue valutazioni e attribuisca secondo quelle che ritiene essere le giuste esigenze e le reali necessità. Ciò che trovo indecoroso è che una volta stabilito che per diverse ragioni (culturali, assistenziali, sportive, ecc.) sia opportuno assegnare delle risorse, queste siano distribuite in maniera incomprensibile ai più: <strong>perché ridurre a quello e aumentare a quell’altro? perché non distinguere tra chi ha una Legge istitutiva e un riconoscimento giuridico e chi no? perché non premiare chi offre servizi e tutela (rendendoli fruibili) patrimoni bibliografici, documentali, nastrografici, museali, ecc.? chi svolge attività di ricerca scientifica e di “educazione permanente”? chi gratuitamente distribuisce i prodotti realizzati (libri, cd, ecc.) e organizza eventi pubblici e gratuiti (mostre, convegni, spettacoli, ecc.)? chi non elargisce compensi ai componenti del CdA e alla dirigenza? chi ha sempre prestato attenzione al contenimento delle spese di funzionamento? </strong></p>
<p><strong>Quali sono, dunque, le “giuste esigenze” e le “reali necessità” che gli onorevoli deputati hanno tenuto presenti al momento della assegnazione?</strong></p>
<p>Ben vengano i controlli e se il caso anche l’impugnativa del Commissario dello Stato. I cittadini hanno tutto il diritto di sapere come e perché il loro denaro è stato investito e quali eventuali benefici collettivi possono trarre da questi investimenti.</p>
<p>In primo luogo di sapere se i 186.000 euro assegnati quest’anno alla Fondazione Ignazio Buttitta siano una “vergognosa mancia”, uno “spreco”, una indiretta “regalia” a favore di qualche amico di partito o un contributo all’attività di un’istituzione che ha sempre cercato di operare in maniera qualificata e trasparente.</p>
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